martedì 3 febbraio 2015
Una Medicina Chiamata Sport
Una medicina chiamata sport
Lo sport fa bene o fa male? Si sentono così tante imprecisioni che a volte c'è la necessità doverosa di far luce sull'argomento.
Lo sport non è una medicina ma è una medicina, sembra un paradosso ma non lo è.
L'acqua è un bene insostituibile per l'umanità, l'acqua può essere molto dannosa.
Il tempo libero è fondamentale per la serenità di un individuo, l'ozio, esasperazione estrema del tempo libero è assolutamente negativo.
Chi dice che l'alcool è una piaga sociale può avere ragione, chi sostiene che un bicchiere di vino rosso aiuta la digestione e svolge un positivo effetto antiossidante non hanno assolutamente torto.
Una medicina chiamata sport
Ma lo sport fa bene o fa male?
Al solito come in tante altre occasioni, gli amati classici, i romani antichi in particolare ci vengono in aiuto.
" In medio stat virtus" il quale è un modo per esprimere in maniera concisa che lo sport preso a giuste dosi ha effetti notevolmente positivi, altrimenti come in tante altre situazioni potrebbe esserci anche il rovescio della medaglia, sia in termini fisici che psicologici.
Si è detto tante volte dell'efficacia dell'attività fisica sull'organismo umano: fa perdere peso in eccesso, migliora la performance dell'apparato cardiovascolare, ansiolitico, antidepressivo, aiuta a socializzare, previene e limita il rischio di osteoporosi soprattutto nelle donne in menopausa.
Controindicazioni? Nessuna
Una cosa che produce tutti questi effetti positivi, stando ai luoghi comuni delle barzellette, i giapponesi la copierebbero, gli americani la immetterebbero sul mercato, i tedeschi la studierebbero a fondo, gli italiani la insegnerebbero all'Università ( senza saperne nulla).
In realtà non è così semplice: basta rovesciare i concetti.
Provate a correre dopo una subdola influenza: andate in una palestra per svolgere un'attività fisica di potenza ( tipo sollevamento pesi) se siete ipertesi; iscrivetevi ad un centro ippico se non avete mai fatto sport prima, ma il medico ve lo ha consigliato a causa di un'ernia del disco che ultimamente non vi da tregua: reduci da un infarto e nella lettera di dimissione ospedaliera vi si invita a svolgere attività fisica per almeno tre volte alla settimana.
Niente di meglio, secondo voi, di passeggiate in bicicletta, meglio se d'inverno o dopopranzo, ma non è così semplice.
La virtù sta sempre nel mezzo.
vediamo di analizzare correttamente la situazione, così come il vino, le medicine, l'acqua e tutte le altre cose viste prima, l'attività fisica va somministrata, consigliata, indicata nei tempi e nei modi giusti.
Al di sotto dei vent' anni il movimento si configura con quelle esercitazioni legate al gioco, al divertimento, all'attività sportiva scelta per imitazione, per piacere, per moda.
In questa fascia di età è difficile fare scelte sbagliate in termini di rischi legati allo svolgimento di attività non idonee: solitamente problemi legati a cardiopatie, malattie congenite o situazioni che controindicano l'attività sportiva sono stati già svelati in precedenza; in ogni caso istruttori, allenatori, insegnanti hanno mediamente una preparazione sulle problematiche legate allo sport sufficiente a far scattare campanelli d'allarme adeguati se qualcosa non va.
Una medicina chiamata sport
Al di sopra dei vent'anni le cose sono leggermente diverse: chi ha iniziato prima non ha problemi e continua sulla strada intrapresa, ma a questa età cominciano ad affacciarsi alla pratica anche soggetti che con lo sport hanno poca confidenza.
A formare questo nuovo gruppo hanno contribuito le palestre che negli ultimi vent'anni sono sorte come funghi, i personal trainer, nuova figura " atletico - manageriale" lanciata anche dalle riviste di moda e di fitness, le maratone internazionali, comparse un po' in tutto il mondo per lanciare e rilanciare il turismo di massa.
Dobbiamo essere grati a questo fenomeno che ha indubbiamente permesso di reclutare un esercito di persone in grado di fare del bene a sè stessi, in termini di salute e nel contempo di mettere in movimento un fiume di denaro per l'acquisto di materiale sportivo.
Una volta partito questo trend, si è modificato strada facendo senza perdere di vista il business, costi quel che costi.
Se la corsa ha in un certo momento completato il numero dei potenziali praticanti , si è modificato il fenomeno ed è nato il walking, per cui chi non era stato conquistato dall'esecuzione di un'interminabile serie di balzi non ha potuto dire di no al camminare velocemente in mezzo alla natura, a volte agitando le braccia a un ritmo due o tre volte più veloce delle gambe, ma comunque praticando un'attività senz'altro meno pericolosa per cuore ed articolazioni.
Se la bicicletta " da corsa" era prerogativa di pochi popolani, arzilli signori di mezza età con la " mountain bike" in ogni garage, casa al mare, camper, station wagon sono comparse le mitiche due ruote con il battistrada dentato e la bici da corsa ha ripreso una sua dignità con il nome " bici da strada" che ha in seguito partorito la sua figlioccia " city bike".
Una medicina chiamata sport
Che fare allora?
Innanzitutto non bisogna pensare di essere invincibili o immortali.
partendo da ciò è doveroso sottoporsi ad una visita medica che comprenda un eletrocardiogramma sotto sforzo almeno una volta all'anno; Con questo test verranno escluse cardiopatie che possano mettere a rischio la vita delle persone.
Escluse le patologie sarebbe bene farsi consigliare da un medico sportivo o da un esperto del settore su quale tipo di attività svolgere: meglio ancora per non considerare lo sport una medicina ( anche se a volte lo è), sarebbe bene conoscere le proprie caratteristiche fisiologiche per essere indirizzati verso un'attività alla quale si è predisposti, anche per dare sfogo alla componente agonistica che più o meno si nasconde dentro di noi.
Se non si è proprio neofiti sarebbe meglio, soprattutto all'inizio praticare due o più attività sportive , meglio se diverse tra loro per avere interessi, compagnia, ambienti diversi. Questo permette di avere la possibilità di praticare discipline alternative. Chi corre, ed ha una tendinite può pedalare senza grossi rischi....
A quanto detto consegue un'importante regola fisiologica valida per tutti gli sport e per tutti gli atleti, indipendentemente dal livello. Bisogna coltivare tutte le qualità fisica correlate ad una determinata disciplina e nell'ambito di ciascuna qualità usare la maggiore ricchezza di mezzi allenanti.
Per poter trarre benefici in termini di salute dalla pratica di un'attività sportiva sono necessari almeno sei mesi continuativi: è un po' come l'astensione dal fumo, per cui si comincia a stare meglio quasi da subito, ma ci vuole un certo periodo per concretizzare l'effetto.
Un soggetto che pratica attività sportiva trae vantaggi solo se si sottopone ad un training almeno tre volte alla settimana in giorni non consecutivi, per un periodo di almeno mezz'ora: al di sotto di queste regole ci si diverte senza determinare nell'organismo adattamenti duraturi nel tempo e quindi non si hanno i benefici sopra citati.
Questo è tanto più valido quanto più l'attività fisica è vista in termini terapeutici o riabilitativi: un soggetto cardiopatico, un diabetico devono tassativamente sottoporsi ad un impegno fisico cadenzato in questi termini.
Quando è possibile lo sport è meglio praticarlo all'aperto, se non è possibile farlo, usate bici stazionarie, treadmill e vogatore; magari quando c'è tempo brutto o come preparazione di base.
L'unica deroga ammessa al rinchiudersi tra le quattro muro è la piscina.
L'ultimo punto fondamentale quando si svolge attività fisica è SPEGNERE IL CELLULARE, dimenticandovi tutti gli impegni del dopo allenamento, perchè la regola base è pensare a sè stessi!Ecco che allora lo sport fa sempre bene.
Una medicina chiamata sport!!!
mercoledì 7 gennaio 2015
Mettersi in Marcia
Mettersi in marcia.
La marcia è una forma estrema di camminata, la sola disciplina che permette di andare il più veloce possibile senza mai staccare entrambe i piedi da terra.
Una camminata rapida normalmente si aggira sui 7 km/h, marciare invece significa percorrere almeno 9 chilometri senza le controindicazioni della corsa: infiammazioni o traumi agli arti inferiori, in particolare alle ginocchia.
Nella marcia non contemplando la fase di "volo" riduce il peso che il corpo esercita sulle articolazioni nell'" atterraggio".
I vantaggi di questo sport sono quelli di un training aerobico total body che aiuta a bruciare i grassi e ad acquisire più forza e resistenza e di conseguenza ad ammalarsi di meno.
Mettersi in marcia.
Le regole fondamentali per praticare correttamente questa disciplina sono molto semplici; bisogna mantenere sempre il contatto con il suolo. Il piede che avanza deve toccare terra prima che quello dietro si sollevi.
Il ginocchio della gamba che sta a terra deve essere teso per tutta la durata del passaggio e può piegarsi solo dopo aver ricevuto la spinta della gamba che si trova dietro.
I piedi devono idealmente percorrere una linea retta e quello davanti deve compiere una "rullata":
toccare il suolo appoggiandosi prima sul tacco e poi sulla punta, movimento più visibile ed accentuato nella fase finale in cui il piede indietro spinge fino a staccare con la punta. La gamba in avanti deve essere tesa al massimo quando tocca terra e si piega solo dopo la spinta della gamba che sta dietro.
Questo movimento che potenzia lo slancio e la velocità è la causa principale dell'oscillazione delle anche.
Non solo caratterizza visivamente la marcia ma ha anche la funzione di ridurre l'innalzamento ed abbassamento del baricentro tra un passo e l'altro.
La marcia permette all'andatura di essere sciolta ed al fisico di sprecare meno energie.
Mettersi in marcia
Un compito secondario, ma non meno importante, è svolto dal tronco e dagli arti superiori che devono equilibrare il lavoro delle gambe.
Le braccia sono sempre piegate ed oscillano nella direzione opposta alla gamba corrispondente, le spalle sono rilassate, il busto è eretto ma rigido e nella fase di spinta si inclina leggermente in avanti.
Mettersi in marcia
A qualsiasi livello la continuità è l'elemento basilare per raggiungere risultati concreti e regalare all'organismo un benessere costante.
L'attività fisica rinforza la capacità di mantenere alta la motivazione sia nello sport che nella vita, meglio ancora se facendo sport si ha la possibilità di stare delle ore all'aria aperta immersi nella natura.
Camminare e muoversi nel verde permette di riavvicinarsi a tutti quegli elementi perduti nel tran tran quotidiano: i ritmi giorno-notte, la fatica, la percezione dei grandi spazi e del corpo in movimento.
Ascolta sempre il tuo corpo senza forzarlo mai troppo, per tenere sotto controllo la velocità è meglio marciare in compagnia. L'andatura corretta è quella che ti permette di chiacchierare; per la marcia è bene scegliere un abbigliamento comodo e mai eccessivamente pesante anche con le basse temperature.
Il freddo si combatte muovendosi in quanto la temperatura del corpo aumenta, se il sudore però non riesce ad evaporare perchè si è troppo coperti dopo un po' la temperatura si abbassa nuovamente ed il corpo si raffredda. Basta quindi coprire bene le zone più sensibili: testa ed orecchie con un berretto o una fascia.
In marcia si suda ed è quindi importantissima la reidratazione costante.
Nella marcia i nostri piedi svolgono un ruolo fondamentale e quindi devono stare comodi, acquistando le scarpe è meglio sceglierle di un numero in più, in tessuto traspirante che possa favorire l'areazione.
Ai piedi durante la marcia è bene indossare calze in cotone e fibra sintetica che rende le calze più morbide ed adattabili impedendo la formazione delle pieghe che spesso sono la causa di dolorose vesciche.
Pole Yoga: Tensioni al Palo
Pole yoga, un modo per mettere le tensioni al palo.
Con questo work out body ti puoi liberare dallo stress tonificando i muscoli della schiena, della cervicale liberandoti così anche dalle contratture.
Pole Yoga: Tensioni al palo. In America è già un successo, ha preso piede tra i vip, ma è molto amato anche dalla gente comune.
Si chiama Pole Yoga è un nuovo tipo di allenamento che prevede come unico attrezzo " il palo", quello usato comunemente per la pole dance.
I maestri di yoga anticamente adoperavano ceppi, corde e pietre come sostegni per eseguire le posizioni e mantenerle a lungo senza dover fare particolari sforzi.
Il pole yoga fa riferimento ai loro insegnamenti usando però il " palo" come punto d'appoggio. Un ottimo sostegno soprattutto per chi comincia ed un valido aiuto per mantenere l'equilibrio, aumentare resistenza e flessibilità rilassando contemporaneamente corpo e mente.
I benefici del pole yoga sono come quelli tradizionali, oltre ad allentare lo stress e migliorare visibilmente la postura questa disciplina insegna una corretta respirazione...cosa non da poco.
Gli insegnanti di pole yoga affermano e confermano che questa disciplina praticata regolarmente stimola anche la circolazione sanguigna e linfatica, eliminando le tossine e tonificando tutto il corpo regalando così fluidità ed elasticità ai muscoli.
Pole yoga: un tipo di allenamento consapevole, adatto a tutti senza particolari controindicazioni; come per le altre attività sportive prima di cominciare è bene sottoporsi ad un'accurata visita medica.
Ecco qua alcuni esercizi di pole yoga:
1. VASISTHASANA, da seduta allinea le braccia al palo e distendi le gambe in modo da formare una linea dritta. La testa è in linea con tutta la colonna vertebrale. Sguardo in avanti, inspirare ed espirare profondamente.
Per allineare mani e piedi usate una parete.
Così facendo rinforzerete i polsi e si tonificano i muscoli della colonna vertebrale.
2. TRIKONASANA, in piedi con le spalle al palo, divarica le gambe ( di 90°) ed inclina il busto lateralmente allineando le braccia con il palo.
Sguardo in alto e testa in linea con il busto. Inspira ed espira espandendo il torace allungando così la colonna vertebrale.
3. SETUBHANDASANA, supina con la testa vicina al palo e le ginocchia piegate leggermente divaricate, porta le braccia ben distese indietro e afferra il palo. Poi solleva la schiena ed il bacino da terra, sollevando le spalle e le ginocchia fino a formare un arco. Inspira ed espira allungando la schiena. Tieniti così per 20 minuti completi.
Senza palo lo puoi sostituire con una delle gambe del tavolo, ciò ti aiuterà ad aumentare la flessibilità e l'elasticità della schiena.
4. PADAMASANA, seduta con le gambe incrociate intorno al palo appoggia il dorso delle caviglie sulle cosce. Contrai l'addome e sollevati portando il peso delle braccia. Inspira ed espira mantenendo la contrazione addominale. Tenuta per 5 respirazioni complete.
A casa al posto del palo siediti, appoggia le mani a terra, incrocia le gambe e sollevati piano spostando il peso del corpo sulle braccia.
Questa posizione di pole yoga ti aiuterà a rinforzare e tonificare addominali e braccia.
5. UTTHITA HASTA PANDANGUSTHASA, in piedi con un braccio teso che afferra il palo ed una gamba appoggiata a terra, distendi l'altra lateralmente afferrando l'alluce. Inspira ed espira profondamente allungando così la colonna vertebrale. 10 respiri completi per lato.
Pole yoga a casa.
Per mantenere la schiena dritta, esegui la posizione con le spalle appoggiate al muro.
Pole yoga, ti aiuta a tonificare i muscoli delle gambe.
6. VIRABHADRASANA, in piedi appoggia il palmo delle mani al palo. Porta avanti una gamba, piegando il ginocchio a 90° e mantieni l'altra ben tesa. Premi sul palo, sposta il peso in avanti ed alleggerisci la pressione sul ginocchio piegato. Tenuta così per 20 respiri completi, poi inverti la posizione delle gambe.
Pole yoga a casa, puoi usare il muro come superficie d'appoggio per le mani.
Migliorando così l'elasticità delle gambe e dei muscoli della schiena.
7. ARDHA CHANDRASANA, in piedi al fianco del palo, inclina il busto di lato e porta le braccia in linea con il palo. Tieni distesa la gamba d'appoggio, solleva l'altra e piega il ginocchio, avvicinando il piede al palo. Stai così per 5 respiri completi e ripeti dall'altro lato.
A casa per allineare le braccia e la caviglia della gamba sollevata verso l'alto segui lo spigolo della parete.
Questa posizione di pole yoga per aiutarti a tonificare la parte bassa della colonna vertebrale e le gambe!
mercoledì 3 dicembre 2014
GENERAZIONE TARTARUGA
GENERAZIONE TARTARUGA
I ragazzi italiani sono i più pigri d'Europa attratti dalla tecnologia " stazionaria", in qualche forma conosciuta a scapito della pratica sportiva. Infatti anche l'attuale Ministro della Pubblica Istruzione ha recentemente promesso che dirotterà dei fondi europei sull'attività fisica, a partire da quella scolastica.
Nell'attesa che avvenga questo cambiamento è emerso probabilmente sui media di tutto il Mondo, rimbalzato da una ricerca australiana: i ragazzi di oggi sono così pigri che possono essere definiti " Generazione Tartaruga", generazione formata da persone ottuse e lente.
Sulla distanza di un miglio ( 1609 metri) i più giovani impiegano mediamente un minuto e mezzo in più dei loro padri.
I ricercatori australiani hanno analizzato 50 studi sulla corsa condotti in 28 Paesi tra il 1964 ed il 2010.
Più di 25 milioni di ragazzi sani, Generazione Tartaruga, tra i 9 ed i 17 anni sono stati presi in considerazione e tutti hanno misurato il fitness in termini di distanza percorsa in un tempo stabilito o quanto impiegavano a coprire una certa distanza.
Solo negli Stati Uniti i ricercatori hanno scoperto che la resistenza cardiovascolare dei ragazzi è calata del 6% in 10 anni.
Ragione di questa " Generazione Tartaruga" è semplice : portano addosso troppo grasso corporeo rendendo più difficile la deambulazione.
Inoltre i genitori di oggi non sono permettono ai bambini di muoversi, hanno troppa paura del movimento, delle cadute, del trambusto che un bambino che si muove crea e quindi i bambini di oggi vedono troppi passeggini e seggiolini anche anche avanti con l'età: 5- 8 anni.
Oltre ai genitori, la generazione tartaruga, è vittima di una serie di fattori esterni, di concause determinanti, come la mancanza di verde, urbanizzazione, cambiamenti nei programmi scolastici di educazione fisica, troppo tempo davanti a TV e videogiochi.
Generazione tartaruga, da schiodare dalla sedia.
I ragazzi non devono fare tutto subito, basta per cominciare 60 minuti di attività fisica aerobica al giorno. Ora che può essere suddivisa in 15 minuti alla volta.
I ragazzi possono correre in bicicletta, giocare al campetto, nuotare, fare tutto ciò che gli piace per brevi lassi di tempo ed ottenere benefici che vanno oltre il benessere cardiaco.
Della generazione tartaruga si migliora così anche l'autostima, riducendo la depressione e migliorando l'apprendimento scolastico.
Un piccolo investimento, per questa generazione tartaruga che darà sicuramente buoni frutti anche nell'età adulta, perché è ormai comprovato che un' inattività fisica durante la crescita può avere delle implicazioni molto serie in futuro.
In un altro studio pubblicato la scorsa estate i ricercatori del National Institutes of Healt hanno scoperto che solo la metà degli adolescenti sono fisicamente attivi per cinque o più giorni alla settimana e meno di uno su tre mangia regolarmente frutta e verdura, magari fresca e di stagione.
La ricerca su vasta scala ha interessato 10.000 bambini tra gli 11 e i 16 anni.
Quello che si è scoperto è che la persona giovane fa pochissima attività fisica e bassi livelli di attività fisica da moderata ad intensa e ciò rappresenta un problema per i medici e tutto il personale sanitario.
Perché gli studiosi si sono concentrati nei loro test su un miglio di corsa?
Perché la capacità di concentrare e gestire lo sforzo in pochi minuti correndo più velocemente possibile è considerato un buon indice di fitness.
Generazione tartaruga a livello mondiale e non solo.
Dall'ultimo congresso nazionale della Società Italiana di pediatria è emerso che quasi il 40% dei ragazzi nella fascia di età tra i 13-14 anni non pratica alcuna attività sportiva, oltre alle due settimanali previste dalla scuola. Percentuale che per quanto riguarda le ragazze sale al 44%.
Tutte cose note a riguardo di questa generazione tartaruga.
C'è però una cosa che non era così evidente: chi fa sport rende meglio a scuola, il che smentisce il vecchio luogo comune che chi fa sport sottrae ore preziose allo studio.
Sempre secondo i dati comunicati dall'Osservatorio Sip gli adolescenti innamorati di uno sport collezionano successi in misura maggiore rispetto ai coetanei sedentari.
Un'adolescente in questa fascia di età dovrebbe praticare almeno un'ora al giorno di attività fisica anche non agonistica, come correre in un parco.
Un'esigenza connaturata alla specifica fase di sviluppo che diventa oggi ancora più importante considerando sia lo stile di vita troppo sedentario della nostra " generazione tartaruga".
Le sorprese dell'indagine però non finiscono qui, visto che la pratica sportiva innesca comportamenti virtuosi in altri settori: risultano consumatori più accaniti di libri extra scolastici; Inoltre il 50,2% degli sportivi dichiara di avere un'alimentazione molto varia, al contrario dei coetanei sedentari.
I ragazzi più sportivi segue meno diete sia dal medico che auto prescritte.
E poi c'è l'attrazione del vizio che esercita un fascino minore su chi usa le sigarette o chi fa uso sporadico o abituale di droghe.
L'attività fisica tiene anche gli schermi alla larga; fra gli adolescenti che praticano sport più di due ore alla settimana , oltre all'attività scolastica la percentuale scende dal 19 al 16%, così come cala la percentuale di adolescenti collegati in rete.
Per cui è bene da parte di insegnanti, ma soprattutto genitori stimolare i vostri ragazzi e soprattutto esserne l'esempio, fare qualcosa insieme aiuta anche il rapporto genitori- figli che per la maggior parte delle volte è conflittuale.
lunedì 1 dicembre 2014
NERVI IN MOVIMENTO
NERVI IN MOVIMENTO
Il sistema nervoso svolge un compito sensitivo e motorio nel nostro organismo comunicando le varie sensazioni dagli organi di senso al cervello che poi da i vari ordini ai vari muscoli.
Può succedere però che a seguito di interventi chirurgici o disfunzioni croniche il meccanismo di controllo vada in tilt; appaiono così dei sintomi inspiegabili se non si tiene conto dell' importanza dei nervi, in movimento, come un network all'interno del corpo umano.
Nervi in movimento.
La disfunzione di queste vie di comunicazione altra quindi i messaggi recepiti ed inviati dal cervello.
Per spiegare il perché dei nervi in movimento, subentra qui la biodinamica, indicata in tutte le patologie muscolo- scheletriche che coinvolgono la componente neurale, tra cui cervico - brachialgie, sindrome dello stretto toracico, tunnel carpale, lombosciatalgie, sindrome del piriforme, fascite plantare, aree cutanee facilmente irritabili associate a volte a sensazioni insolite di caldo, freddo e vari formicolii, mancanza di forza in alcuni movimenti.
Nervi in movimento.
Tutti i dolori difficilmente classificabili e sintomi genericamente attribuiti sono in realtà riconducibili ai nervi periferici.
In questo caso verranno proposte specifiche manovre che coinvolgono tutto il corpo, possono quindi riprodurre il sintomo a conferma della disfunzione dei rami nervosi interessati.
manovre che mettono in tensione il nervo agendo sulla " guaina meningea": ovvero la fascia che lo avvolge, lo protegge ed accompagna nel suo percorso anatomico, permettendogli di adattarsi al movimento del corpo, scorrendo come la cordicella di un freno di bicicletta nella sua guaina.
Manovre che stanno alla base di un percorso di fisioterapia ispirato al concetto neurodinamico, che se eseguite correttamente restituiscono la fisiologica elasticità e funzionalità delle strutture nervose, dopo averle liberate da eventuali " intrappolamenti" attraversati nel loro percorso.
Quando lo specialista ( ortopedico o fisiatra) diagnostica la patologia dei Nervi in Movimento, questa potrà poi essere sostenuta da ulteriori specialisti come la valutazione di un bravo fisioterapista, terapia che poi potrà essere integrata grazie a farmaci o integratori per il recupero della fisiologica attività delle strutture nervose.
sabato 29 novembre 2014
DOLORI MUSCOLARI
DOLORI MUSCOLARI
L'85% della popolazione italiana tra i 25 e 54 anni soffre di dolori muscolari ed almeno il 40% ne soffre almeno 2-3 volte al mese.
Il 43% dei pazienti sofferenti di dolori muscolari si cura solamente quando il dolore è insopportabile, questo per scetticismo a qualunque forma di cura, alla rassegnazione di aver provato molti rimedi.
Questa è la fotografia di come i dolori muscolari vengono vissuti dalla maggior parte della popolazione.
Tra i dolori muscolari vengono maggiormente compresi: torcicollo, cervicale, lombalgia, mal di schiena, colpo della strega, contratture, crampi; patologie che incidono negativamente sul benessere quotidiano.
I dolori muscolari più ricorrenti senza differenze nelle diverse fasce di età sono il mal di schiena e i dolori al collo con punte dell'80% nella popolazione femminile, crampi, dolori alla spalla e le contratture.
Cosa provoca i dolori muscolari?
Il 90% della popolazione sofferente vede il proprio dolore a causa di:
1. Movimenti sbagliati, dovuti a disattenzione o incombenze quotidiane come il portare la spesa.
2. Postura non corretta al lavoro, sia per quelli sedentari che per le diverse occupazioni.
3. Lo stress causato da problemi sul lavoro, alla paura di non arrivare a fine mese.
Ben il 40% della popolazione che soffre di dolori muscolari non percepisce la vita sedentaria come una possibile motivazione dei suoi dolori.
Specularmente all'attività sportiva viene attribuito solo il 9% come causa riconosciuta per l'insorgere del dolore muscolare.
Tra le cause più legate a fattori specifici, rispetto a situazioni come quelle citate sopra, vengono elencati: aria condizionata troppo forte; abitudine a vestirsi troppo leggeri o in modo non adeguato.
Per i dolori muscolari manca la consapevolezza che tacchi troppo alti o troppo bassi possano esserne la fonte.
L'approccio più diffuso a questo tipo di dolori muscolari è l'autodiagnosi e l'autoprescrizione di una soluzione.
Alto il ricorso ad un leggero esercizio fisico, rilevante è poi il ricorso a figure mediche tradizionali per i dolori muscolari.
Per i dolori muscolari è limitato il confronto con medici alternativi come osteopata e massoterapista.
In materia di rimedi per i dolori muscolari il 42% acquista farmaci da banco, c'è poi un ampio ricorso ai massaggi e ad una leggera attività fisica come stretching e nuoto.
Per i dolori muscolari il primo dei rimedi naturali è la termoterapia che trova consensi più ampi tra la popolazione femminile.
A partire dal contesto affettivo/ relazionale tra quanti hanno figli il 59% soffre di dolori muscolari.
Il 30% non riesce a giocare con il proprio bambino o a prenderselo sulla schiena.
Il 35% subisce strascichi dei dolori muscolari negli impegni quotidiani tanto che il 25% della popolazione si è assentato dal lavoro.
Per quanto riguarda il tempo libero il 51% della popolazione maschile ha saltato l'appuntamento sportivo a causa dei dolori muscolari, mentre il 35% della popolazione al femminile ha rinunciato allo shopping e alla serate con le amiche.
A causa dei dolori muscolari nemmeno il sesso si salva....
mercoledì 17 luglio 2013
Mare: Centro Benessere
Mare: centro benessere.
Gli antichi Greci usavano il mare per donare bellezza al corpo.
E' proprio in riva al mare che si può trovare il centro benessere più naturale ed efficace.
Innanzitutto grazie allo iodio che inaliamo, esso, è utilissimo per il metabolismo ed è in grado di aiutare il corpo a smaltire i depositi di grasso.
Questo prezioso oligoelemento stimola la sintesi dei nutrienti e regola la produzione di energia.
Mare: centro benessere.
Il bagnasciuga, invece, nasconde preziosi segreti di bellezza che i centri benessere cercano di riprodurre. Infatti, per rassodare gambe, glutei e addome e migliorare la circolazione linfatica, evitando la pesantezza e il gonfiore basta camminare sulla sabbia bagnata.
Un altro trucco per riattivare la circolazione linfatica e sanguigna è immergersi fino alla vita e camminare per qualche metro nell’acqua e per qualche metro fuori dall’acqua sul bagnasciuga e le gambe saranno più belle e leggere.
La tecnica dell’alternanza termica è un trattamento che è presente in molti centri benessere e termali.
Mare: centro benessere.
Se preferite non bagnarvi ci sono altrettanti benefici, per la bellezza del corpo, camminando sulla sabbia asciutta. Infatti, la spinta verso l’alto che i muscoli devono compiere sulla sabbia è maggiore, dunque, negli orari meno caldi camminate sulla sabbia asciutta è utile per rassodare rafforzando la muscolatura.
Il mare può essere un ottimo centro benessere a costo zero, ma ovviamente quello che conta è anche l'alimentazione per la forma fisica è altrettanto importante, la vacanza al mare è il momento giusto per mangiare spesso il pesce che è ricco di iodio, grassi benefici e proteine.
Al mare sono ottimi gli spuntini con frutta o gelati di frutta, tra i due pasti principali, allieteranno la vostra giornata di mare apportando preziosi micronutrienti.
Mare: Centro benessere.
L’equilibrio tra proteine, carboidrati e grassi, è importante e quindi non bisogna escludere nessun alimento, pane, pasta, secondi, verdura e frutta, in quantità moderate sono indispensabili. Togliendo poi un’ora al giorno all’ozio della vacanza, per passeggiare sul bagnasciuga, i benefici sono assicurati. In vacanza sono vietate le privazioni, scegliete i cibi che più vi piacciono, moderando le quantità e mentre passeggiate potete conversare piacevolmente con un amico o un familiare e il tempo passerà velocemente via.
Per dimagrire quindi , ed essere più belli un grande alleato è il mare se ne sappiamo sfruttare virtù e i segreti.
Mare: Centro benessere a costo zero!
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