Basket
Il basket è a tutti gli effetti uno degli sport più amati e praticati in Italia.
Quasi tutti hanno prima o poi provato l'ebbrezza di fare canestro, ma il basket, come tutti gli sport, è molto più di una palla infilata in rete. Il libro introduce al mondo della pallacanestro attraverso la spiegazione dettagliata delle regole di gioco, i ruoli dei giocatori, la tattica e i trucchi per diventare da semplice appassionato un abile giocatore.
Baket offre chiarezza delle spiegazioni, il forte taglio pratico e l'esperienza dell'autore rendono questo testo adatto a tutti: genitori, insegnanti, giocatori e pubblico.
Per sapere di più basta un click:
Basket
giovedì 12 aprile 2012
L'Atteggiamento Sportivo
ATTEGGIAMENTO SPORTIVO
Anche i momenti più difficili della vita possono essere affrontati meglio assumendo quello che definisco l' "atteggiamento sportivo", cioè imparando a considerare le sfide della vita come una partita che può essere giocata e vinta, le possibilità di vincere aumentano quando si conoscono bene le regole, si definiscono i propri obiettivi e si scende in campo fiduciosi.
Questo si fa anche nella vita di tutti i giorni, non solo in campo!!!
Anche parlando di atteggiamento sportivo voglio qui usare il termine gioco perché ti aiuterà a concentrarti su quello che stai facendo e a adottare un atteggiamento più positivo, costruttivo e intelligente. Ti aiuterà a creare un contesto in cui si possono scoprire le regole per vincere e si può capire perché molti perdono. Ti aiuterà a dare il meglio di te... In un gioco, gli errori sono una cosa normale e il solo fatto di giocare ti dà un senso di soddisfazione e di appagamento. I giochi richiedono aspettative positive. Pensando alla vita come un gioco, puoi immaginare te stesso come uno "sportivo", dotato di coraggio, motivazione e disciplina. Passerai molto ad imparare come si gioca. Ricorda: gli atleti professionisti passano il 95% del tempo ad allenarsi e solo il 5% a giocare. Nella vita di ogni giorno, noi passiamo il 5% del tempo a prepararci e il 95% a giocare. Non c'è da meravigliarsi che, con così poca preparazione, molti di noi si sentano oppressi dalle pressioni e dalle richieste della vita.
.. porsi in "atteggiamento sportivo": sportivo come atleta, un atleta della vita. Quando hai l'atteggiamento sportivo ti poni nei confronti della vita come se fosse un gioco, e questo implica che sei disponibile e pronto ad agire
da "Sincronizzare la personalità“, Richard Corriere, Patrick M. McGrady, Centro Studi Erickson, Trento 1998
Importante è capire che gli atteggiamenti sono valutazioni positive o negative di un oggetto, sono composti da:
- elementi cognitivi, relativi alle convinzioni, credenze, pregiudizi e conoscenze sulla facilità di alcuni studi, la prestigiosità di alcune carriere, ecc.
- elementi emotivi, anch’essi basati su pregiudizi e stereotipi, come l’interesse verso un settore, o anche la noia o la fatica evocate da determinate professioni
- elementi conativi, cioè volontà di azione, modi di intervenire, comportamenti in cui si affronta preferibilmente un situazione o un argomento
L’atteggiamento sportivo è quindi una valenza, positiva o negativa, verso un oggetto o una situazione.
La stabilità degli atteggiamenti dipende da diversi fattori:
1. Multilateralità, ossia da quanti elementi, di natura cognitiva, emotiva e comportamentale, compongono l’atteggiamento. Un atteggiamento è isolato se composto da un solo elemento, ad esempio l’attrazione verso la dalla carriera di avvocato solo perché si guadagna bene.
2. Coerenza tra elementi cognitivi, emotivi e comportamentali, se cioè sono tutti positivi o tutti negativi, a meno che non abbiano subìto un effetto artificiosamente omogeneizzante. Infatti, ogni elemento discorde rischia di venir forzatamente conformato alla tonalità generale (teoria dissonanza di Festinger). Ad esempio, è coerente un atteggiamento positivo verso la carriera di medico se si pensa all’aspetto del guadagno, del curare i malati, dell’avere un parente con uno studio già avviato e in cui quindi ci si potrebbe inserire. Un utile esercizio per valutare l’intensità dei propri atteggiamenti è quindi quello di enumerane tutte le componenti che lo compongono, contarle e valutare quanto sono coerenti tra loro. Ma enumerando anche le note negative e rendersi consapevoli dello sforzo per espungerle o conformale artificiosamente alla tonalità positiva, pur di preservare un quadro coerente.
3. Interconnessione, ossia quanto sono interconnessi o isolati i vari elementi dell’atteggiamento. Un eccesso di interconnessione è dannoso perché crea un’ideologia, ossia un sistema di credenze molto resistente al cambiamento, anche quando esposto a informazioni contrarie (teoria dell’equilibrio di Heider).
4. Numero dei bisogni soddisfatti e relativa priorità. Un atteggiamento è stabile se soddisfa numerosi bisogni e se tali bisogni sono gerarchicamente importanti per la persona. Se si ambisce a una professione cui si guadagna bene, l’atteggiamento verso la professione di medico sarà stabile, a meno che non cambi la gerarchia dei bisogni e guadagnare bene non è più prioritario, per cui anche l’atteggiamento verso la carriera di medico non sarà più così positivo.
Gli atteggiamenti però nella vita possono modificarsi, come si modifica la personalità in base a diversi fattori ed esperienze, ad esempio quando
- si possiedono informazioni aggiuntive
- cambiano le motivazioni del comportamento, ad esempio quella affiliativi: cambiano i gruppi di riferimento o si attenua con la crescita e l’indipendenza il condizionamento esercitato da genitori e cultura locale
- erano determinati da una moda passeggera o soddisfacevano pochi bisogni e non prioritari.
Cambiamenti che possono avvenire in maniera congruente o incongruente:
- Congruente se si accresce la valenza, per cui un atteggiamento positivo diventa più positivo: gli atteggiamenti hanno la spontanea tendenza a intensificarsi.
- Incongruente se c’è una conversione da positivo a negativo. Questa è una circostanza molto più rara, in genere dovuta ad atteggiamenti motivati da mode, come il voler diventare un cantante perché colpito dal successo di un giovane cantante.
Le informazioni che uno riceve possono modificarsi in base all’esperienze che uno fa, anche se è più facile farsi un’opinione che cambiarla. La resistenza che induce a non cambiare opinione fa parte della natura umana , ma non è impossibile modificarla.
Un atteggiamento sportivo prevede che si possa cambiare opionione anche a rischio di
rompere un equilibrio, cadere nel caos e dover faticosamente ricreare un nuovo equilibrio.
Per cambiare opinione su quell’argomento non basta avere solo pi informazioni perché la mente non è permeabile a tutte le informazioni, non è predisposta a riceverle tutte indistintamente.
L'atteggiamento sportivo invece vuole arrivare anche a questo.
La mente seleziona quelle informazioni che confermano l’opinione che già si possedeva su un argomento e non si fa condizionare da quelle contrarie. E’ più facile quindi cambiare opinione in senso congruente che incongruente: quando si ha un’opinione positiva su un argomento, aumentando le informazioni su quell’argomento, l’opinione tende a rafforzarsi e a diventare più positiva, oppure, se negativa, tende a diventare più negativa.
È più facile che si compia una scelta ottimale, che si agisca con equilibrio, se si parte da una posizione di neutralità piuttosto che da una posizione già molto marcata, sia in senso negativo che positivo.
Così vuole essere l'atteggiamento sportivo.
Si può tendere a fissarsi su una posizione, convincersi che sia quella giusta, e si cercano inconsciamente conferme alla sua validità, cercando anche esempi e dimostrazioni. Spesso si cade in posizioni rigide e intransigenti anche per la confusione indotta dall’alto numero di opzioni, confusione che rende più seducibili da mode e predispone verso soluzioni-ancoraggio a cui aggrapparsi per uscire da un caos intollerabile.
Spesso però questo atteggiamento, non sportivo, non è il più idoneo per crescere come persone e poter fare delle nuove esperienze nella vita, magari più importanti, belle e piacevoli nella vita.
Lavorando sull'atteggiamento sportivo cambia la sensibilità verso le fonti di informazione: persone più colte tendono ad attribuire più credibilità a quelle scritte, lette su giornali o siti di settore, mentre quelle meno colte tendono a reperirle e ad affidarsi a quelle televisive. Si è più sensibili anche verso informazioni che la persona cerca attivamente piuttosto quelle passivamente ricevute.
La personalità è formata da tratti stabili che concorrono alla soddisfazione dei bisogni attraverso cui si forma l'atteggiamento sportivo.
Il concetto di sé è composto non tanto da quello che si è, ma da quello che gli altri significativi pensano che noi siamo, cioè è l’immagine sociale di sé, costruita e costituita dalle aspettative e dai giudizi delle persone di riferimento, e spesso ci si attribuisce capacità in base a ciò che si è fatto e a ciò che ha ricevuto l’approvazione degli altri importanti.
L’atteggiamento sportivo trova una buona base nel continuare a giocare e nel trovare sempre una motivazione ludica, quindi di piacere.
La passione è la madre del pensiero.
Gioco come “ sfogo” del surplus di energia secondo la quale tu puoi scaricare tutte le tensioni negative ma anche positive che hai difficoltà a controllare.
Gioco come sviluppo della propria personalità, alla ricerca della scoperta di limiti e potenzialità.
Atteggiamento sportivo come ALLENARSI A DECIDERE
ORA O MAI PIU’:
Nello sport bisogna (re)agire in fretta; Chi allena la propria capacità decisionale
migliora in modo particolare la qualità delle sue scelte tattiche
L’importanza di un PIANO DI CARRIERA
Atteggiamento sportivo, UN PASSO DOPO L’ALTRO:
Pianificare consente di rendere più chiari i propri obiettivi personali e sportivi. Se gli obiettivi sono posti in maniera realistica e sono gradualmente raggiungibili,
Come e dove andare ad attingere
consapevolmente nuova energia quando è la
fatica a prendere la meglio ?
RESPIRAZIONE ATTIVANTE
PRONTO AL VIA:
• Una rapida attivazione psico-fisica aiuta l’organismo a svegliarsi e a combattere
l’apatia che può insorgere prima di una competizione
La respirazione rilassante è un ottimo
metodo per evacuare in fretta questo
sgradito ospite e sostituirlo con una
benefica calma.
RILASSAMENTO MUSCOLARE PROGRESSIVO
DALLA TESTA AI PIEDI:
Per arrivare a percepire la propria tensione non
è facile.
La tecnica del rilassamento muscolare
progressivo aiuta a migliorare questa
capacità, elimina le contrazioni e favorisce
un rilassamento psicofisico
Incoraggiamenti personali che uno può e deve usare per se:
“SO DI COSA SONO CAPACE”
FOCALIZZARSI SULL’ESSENZIALE:
I pensieri negativi emergono spesso durante una competizione. Per allontanarli e ritrovare la giusta concentrazione basta dire “stop”.
L’ATTEGGIAMENTO SPORTIVO
L’atteggiamento sportivo è quello della persona che partecipa alla vita dando il meglio di sé in ogni situazione.
E’ un atteggiamento positivo, attivo ed assertivo. Dispone ad abbandonare le proprie vecchie
convinzioni e prepara a prendersi cura di sé per migliorare la propria autostima.
La socializzazione è uno dei principali insegnamenti dello sport, sopratutto se di squadra.
Vivere in gruppo, rispettare le regole del gioco è un'ottima palestra per migliorare il proprio rapporto con gli altri. Lo sport inoltre aiuta a crescere, favorendo la capacità di scelte autonome e responsabili.
Nel vero sport il migliore non è chi assume più sostanze, ma è chi è possiede più doti naturali e più allenamento, non chi ha più sponsor, più denaro e più tifosi. I veri sportivi sono i bambini che giocano per la strada e le bambine che torturano le mamme per essere iscritte in palestra. I veri sportivi sono i padri di famiglia che il mercoledì sera vanno a giocare a pallone con gli amici.
L'atteggiamento sportivo ha alla base il divertimento e la fiducia in sè e nell'altro ( se è uno sport di squadra), atteggiamento sportivo che non accetta compromessi con se stesso è un vero sportivo. Lo sport deve ritrovare se stesso, aiutiamolo non accettando noi per primi compromessi.
Atteggiamento sportivo per non tollerare più che si continui a potersi chiamare sportivo chi si dopa, che di sportivo non ha proprio niente. Non permettiamo che si cambi l’attuale legge, facciamo sì anzi che ci siano controlli più severi. Se non ci sono più sportivi puliti che vogliono partecipare a delle Olimpiadi con il doping visto come reato, se ha ragione Pescante, non cambiamo la legge: non facciamo più le Olimpiadi. Nella vita si devono accettare spesso troppi compromessi, almenLo sport professionistico è ormai degenerato a tal punto che non si riescono più a riconoscere i principi fondanti che hanno dato vita allo sport moderno (nato in Gran Bretagna più d uni secolo fa) e cioè lealtà, rispetto dell’avversario e delle regole.
Le cause che hanno contribuito allo stravolgimento dei valori sono da ricercare nella progressiva perdita di qualità morali, intellettuali e professionali dell’attuale società, sostituiti dal “dio denaro” per cui lo sport non pare più il mezzo atto a raggiungere il benessere psico-fisico di chi lo pratica (scopo per cui è stato “inventato”) bensì il mezzo per far soldi a palate, a costo di sotterfugi, utilizzati per aggirare le regole e per sopraffare l’avversario o, peggio, annientarlo sul piano fisico. o nello sport non lasciamo che sia lo stesso.
Non c’è piu il fair play come modello, cosa che invece può essere ripresa da chi vive con un atteggiamento sportivo.
A fare le spese di questo clima infuocato è stato anche il fair play, divenuto ormai un emerito sconosciuto sui campi di calcio: reti realizzate con le mani, falli simulati pur di ottenere il rigore o l’espulsione dell’avversario,... quello che appare più preoccupante è la convinzione che tutti i numerosi comportamenti antisportivi a cui assistiamo sui campi di gioco siano confusi con la furbizia. Ci si è ormai dimenticati che il furbo è colui che trova espedienti intelligenti all’interno delle regole di gioco e non sfruttando l’illegalità.
Atteggiamento sportivo che aiuta anche a vivere la propria vita in maniera più grintosa e sincera.
Anche i momenti più difficili della vita possono essere affrontati meglio assumendo quello che definisco l' "atteggiamento sportivo", cioè imparando a considerare le sfide della vita come una partita che può essere giocata e vinta, le possibilità di vincere aumentano quando si conoscono bene le regole, si definiscono i propri obiettivi e si scende in campo fiduciosi.
Questo si fa anche nella vita di tutti i giorni, non solo in campo!!!
Anche parlando di atteggiamento sportivo voglio qui usare il termine gioco perché ti aiuterà a concentrarti su quello che stai facendo e a adottare un atteggiamento più positivo, costruttivo e intelligente. Ti aiuterà a creare un contesto in cui si possono scoprire le regole per vincere e si può capire perché molti perdono. Ti aiuterà a dare il meglio di te... In un gioco, gli errori sono una cosa normale e il solo fatto di giocare ti dà un senso di soddisfazione e di appagamento. I giochi richiedono aspettative positive. Pensando alla vita come un gioco, puoi immaginare te stesso come uno "sportivo", dotato di coraggio, motivazione e disciplina. Passerai molto ad imparare come si gioca. Ricorda: gli atleti professionisti passano il 95% del tempo ad allenarsi e solo il 5% a giocare. Nella vita di ogni giorno, noi passiamo il 5% del tempo a prepararci e il 95% a giocare. Non c'è da meravigliarsi che, con così poca preparazione, molti di noi si sentano oppressi dalle pressioni e dalle richieste della vita.
.. porsi in "atteggiamento sportivo": sportivo come atleta, un atleta della vita. Quando hai l'atteggiamento sportivo ti poni nei confronti della vita come se fosse un gioco, e questo implica che sei disponibile e pronto ad agire
da "Sincronizzare la personalità“, Richard Corriere, Patrick M. McGrady, Centro Studi Erickson, Trento 1998
Importante è capire che gli atteggiamenti sono valutazioni positive o negative di un oggetto, sono composti da:
- elementi cognitivi, relativi alle convinzioni, credenze, pregiudizi e conoscenze sulla facilità di alcuni studi, la prestigiosità di alcune carriere, ecc.
- elementi emotivi, anch’essi basati su pregiudizi e stereotipi, come l’interesse verso un settore, o anche la noia o la fatica evocate da determinate professioni
- elementi conativi, cioè volontà di azione, modi di intervenire, comportamenti in cui si affronta preferibilmente un situazione o un argomento
L’atteggiamento sportivo è quindi una valenza, positiva o negativa, verso un oggetto o una situazione.
La stabilità degli atteggiamenti dipende da diversi fattori:
1. Multilateralità, ossia da quanti elementi, di natura cognitiva, emotiva e comportamentale, compongono l’atteggiamento. Un atteggiamento è isolato se composto da un solo elemento, ad esempio l’attrazione verso la dalla carriera di avvocato solo perché si guadagna bene.
2. Coerenza tra elementi cognitivi, emotivi e comportamentali, se cioè sono tutti positivi o tutti negativi, a meno che non abbiano subìto un effetto artificiosamente omogeneizzante. Infatti, ogni elemento discorde rischia di venir forzatamente conformato alla tonalità generale (teoria dissonanza di Festinger). Ad esempio, è coerente un atteggiamento positivo verso la carriera di medico se si pensa all’aspetto del guadagno, del curare i malati, dell’avere un parente con uno studio già avviato e in cui quindi ci si potrebbe inserire. Un utile esercizio per valutare l’intensità dei propri atteggiamenti è quindi quello di enumerane tutte le componenti che lo compongono, contarle e valutare quanto sono coerenti tra loro. Ma enumerando anche le note negative e rendersi consapevoli dello sforzo per espungerle o conformale artificiosamente alla tonalità positiva, pur di preservare un quadro coerente.
3. Interconnessione, ossia quanto sono interconnessi o isolati i vari elementi dell’atteggiamento. Un eccesso di interconnessione è dannoso perché crea un’ideologia, ossia un sistema di credenze molto resistente al cambiamento, anche quando esposto a informazioni contrarie (teoria dell’equilibrio di Heider).
4. Numero dei bisogni soddisfatti e relativa priorità. Un atteggiamento è stabile se soddisfa numerosi bisogni e se tali bisogni sono gerarchicamente importanti per la persona. Se si ambisce a una professione cui si guadagna bene, l’atteggiamento verso la professione di medico sarà stabile, a meno che non cambi la gerarchia dei bisogni e guadagnare bene non è più prioritario, per cui anche l’atteggiamento verso la carriera di medico non sarà più così positivo.
Gli atteggiamenti però nella vita possono modificarsi, come si modifica la personalità in base a diversi fattori ed esperienze, ad esempio quando
- si possiedono informazioni aggiuntive
- cambiano le motivazioni del comportamento, ad esempio quella affiliativi: cambiano i gruppi di riferimento o si attenua con la crescita e l’indipendenza il condizionamento esercitato da genitori e cultura locale
- erano determinati da una moda passeggera o soddisfacevano pochi bisogni e non prioritari.
Cambiamenti che possono avvenire in maniera congruente o incongruente:
- Congruente se si accresce la valenza, per cui un atteggiamento positivo diventa più positivo: gli atteggiamenti hanno la spontanea tendenza a intensificarsi.
- Incongruente se c’è una conversione da positivo a negativo. Questa è una circostanza molto più rara, in genere dovuta ad atteggiamenti motivati da mode, come il voler diventare un cantante perché colpito dal successo di un giovane cantante.
Le informazioni che uno riceve possono modificarsi in base all’esperienze che uno fa, anche se è più facile farsi un’opinione che cambiarla. La resistenza che induce a non cambiare opinione fa parte della natura umana , ma non è impossibile modificarla.
Un atteggiamento sportivo prevede che si possa cambiare opionione anche a rischio di
rompere un equilibrio, cadere nel caos e dover faticosamente ricreare un nuovo equilibrio.
Per cambiare opinione su quell’argomento non basta avere solo pi informazioni perché la mente non è permeabile a tutte le informazioni, non è predisposta a riceverle tutte indistintamente.
L'atteggiamento sportivo invece vuole arrivare anche a questo.
La mente seleziona quelle informazioni che confermano l’opinione che già si possedeva su un argomento e non si fa condizionare da quelle contrarie. E’ più facile quindi cambiare opinione in senso congruente che incongruente: quando si ha un’opinione positiva su un argomento, aumentando le informazioni su quell’argomento, l’opinione tende a rafforzarsi e a diventare più positiva, oppure, se negativa, tende a diventare più negativa.
È più facile che si compia una scelta ottimale, che si agisca con equilibrio, se si parte da una posizione di neutralità piuttosto che da una posizione già molto marcata, sia in senso negativo che positivo.
Così vuole essere l'atteggiamento sportivo.
Si può tendere a fissarsi su una posizione, convincersi che sia quella giusta, e si cercano inconsciamente conferme alla sua validità, cercando anche esempi e dimostrazioni. Spesso si cade in posizioni rigide e intransigenti anche per la confusione indotta dall’alto numero di opzioni, confusione che rende più seducibili da mode e predispone verso soluzioni-ancoraggio a cui aggrapparsi per uscire da un caos intollerabile.
Spesso però questo atteggiamento, non sportivo, non è il più idoneo per crescere come persone e poter fare delle nuove esperienze nella vita, magari più importanti, belle e piacevoli nella vita.
Lavorando sull'atteggiamento sportivo cambia la sensibilità verso le fonti di informazione: persone più colte tendono ad attribuire più credibilità a quelle scritte, lette su giornali o siti di settore, mentre quelle meno colte tendono a reperirle e ad affidarsi a quelle televisive. Si è più sensibili anche verso informazioni che la persona cerca attivamente piuttosto quelle passivamente ricevute.
La personalità è formata da tratti stabili che concorrono alla soddisfazione dei bisogni attraverso cui si forma l'atteggiamento sportivo.
Il concetto di sé è composto non tanto da quello che si è, ma da quello che gli altri significativi pensano che noi siamo, cioè è l’immagine sociale di sé, costruita e costituita dalle aspettative e dai giudizi delle persone di riferimento, e spesso ci si attribuisce capacità in base a ciò che si è fatto e a ciò che ha ricevuto l’approvazione degli altri importanti.
L’atteggiamento sportivo trova una buona base nel continuare a giocare e nel trovare sempre una motivazione ludica, quindi di piacere.
La passione è la madre del pensiero.
Gioco come “ sfogo” del surplus di energia secondo la quale tu puoi scaricare tutte le tensioni negative ma anche positive che hai difficoltà a controllare.
Gioco come sviluppo della propria personalità, alla ricerca della scoperta di limiti e potenzialità.
Atteggiamento sportivo come ALLENARSI A DECIDERE
ORA O MAI PIU’:
Nello sport bisogna (re)agire in fretta; Chi allena la propria capacità decisionale
migliora in modo particolare la qualità delle sue scelte tattiche
L’importanza di un PIANO DI CARRIERA
Atteggiamento sportivo, UN PASSO DOPO L’ALTRO:
Pianificare consente di rendere più chiari i propri obiettivi personali e sportivi. Se gli obiettivi sono posti in maniera realistica e sono gradualmente raggiungibili,
Come e dove andare ad attingere
consapevolmente nuova energia quando è la
fatica a prendere la meglio ?
RESPIRAZIONE ATTIVANTE
PRONTO AL VIA:
• Una rapida attivazione psico-fisica aiuta l’organismo a svegliarsi e a combattere
l’apatia che può insorgere prima di una competizione
La respirazione rilassante è un ottimo
metodo per evacuare in fretta questo
sgradito ospite e sostituirlo con una
benefica calma.
RILASSAMENTO MUSCOLARE PROGRESSIVO
DALLA TESTA AI PIEDI:
Per arrivare a percepire la propria tensione non
è facile.
La tecnica del rilassamento muscolare
progressivo aiuta a migliorare questa
capacità, elimina le contrazioni e favorisce
un rilassamento psicofisico
Incoraggiamenti personali che uno può e deve usare per se:
“SO DI COSA SONO CAPACE”
FOCALIZZARSI SULL’ESSENZIALE:
I pensieri negativi emergono spesso durante una competizione. Per allontanarli e ritrovare la giusta concentrazione basta dire “stop”.
L’ATTEGGIAMENTO SPORTIVO
L’atteggiamento sportivo è quello della persona che partecipa alla vita dando il meglio di sé in ogni situazione.
E’ un atteggiamento positivo, attivo ed assertivo. Dispone ad abbandonare le proprie vecchie
convinzioni e prepara a prendersi cura di sé per migliorare la propria autostima.
La socializzazione è uno dei principali insegnamenti dello sport, sopratutto se di squadra.
Vivere in gruppo, rispettare le regole del gioco è un'ottima palestra per migliorare il proprio rapporto con gli altri. Lo sport inoltre aiuta a crescere, favorendo la capacità di scelte autonome e responsabili.
Nel vero sport il migliore non è chi assume più sostanze, ma è chi è possiede più doti naturali e più allenamento, non chi ha più sponsor, più denaro e più tifosi. I veri sportivi sono i bambini che giocano per la strada e le bambine che torturano le mamme per essere iscritte in palestra. I veri sportivi sono i padri di famiglia che il mercoledì sera vanno a giocare a pallone con gli amici.
L'atteggiamento sportivo ha alla base il divertimento e la fiducia in sè e nell'altro ( se è uno sport di squadra), atteggiamento sportivo che non accetta compromessi con se stesso è un vero sportivo. Lo sport deve ritrovare se stesso, aiutiamolo non accettando noi per primi compromessi.
Atteggiamento sportivo per non tollerare più che si continui a potersi chiamare sportivo chi si dopa, che di sportivo non ha proprio niente. Non permettiamo che si cambi l’attuale legge, facciamo sì anzi che ci siano controlli più severi. Se non ci sono più sportivi puliti che vogliono partecipare a delle Olimpiadi con il doping visto come reato, se ha ragione Pescante, non cambiamo la legge: non facciamo più le Olimpiadi. Nella vita si devono accettare spesso troppi compromessi, almenLo sport professionistico è ormai degenerato a tal punto che non si riescono più a riconoscere i principi fondanti che hanno dato vita allo sport moderno (nato in Gran Bretagna più d uni secolo fa) e cioè lealtà, rispetto dell’avversario e delle regole.
Le cause che hanno contribuito allo stravolgimento dei valori sono da ricercare nella progressiva perdita di qualità morali, intellettuali e professionali dell’attuale società, sostituiti dal “dio denaro” per cui lo sport non pare più il mezzo atto a raggiungere il benessere psico-fisico di chi lo pratica (scopo per cui è stato “inventato”) bensì il mezzo per far soldi a palate, a costo di sotterfugi, utilizzati per aggirare le regole e per sopraffare l’avversario o, peggio, annientarlo sul piano fisico. o nello sport non lasciamo che sia lo stesso.
Non c’è piu il fair play come modello, cosa che invece può essere ripresa da chi vive con un atteggiamento sportivo.
A fare le spese di questo clima infuocato è stato anche il fair play, divenuto ormai un emerito sconosciuto sui campi di calcio: reti realizzate con le mani, falli simulati pur di ottenere il rigore o l’espulsione dell’avversario,... quello che appare più preoccupante è la convinzione che tutti i numerosi comportamenti antisportivi a cui assistiamo sui campi di gioco siano confusi con la furbizia. Ci si è ormai dimenticati che il furbo è colui che trova espedienti intelligenti all’interno delle regole di gioco e non sfruttando l’illegalità.
Atteggiamento sportivo che aiuta anche a vivere la propria vita in maniera più grintosa e sincera.
Il Mental Training
Molta gente si chiede che cos'è, cosa fa l'operatore di psicologia dello sport.
Il mental training è un'efficace insieme di strategie che vuole aiutare gli atleti ad acquisire e a mettere in pratica le abilità psico-fisiche necessarie al miglioramento in campo, nell'allenamento e nella vita.
Le abilità di base del mental training sono:
1. Il rilassamento ( Tecnica di distensione).
2. Abilità di prefiggersi delle mete ( Goal Setting).
3. Abilità di Immaginazione & Visualizzazione ( Imagery)
4. Gestione dell'energia psicofisica ( Gestione dell'Arousal o Attivazione).
5. Abilità attentive e di concentrazione ( Focus interno-esterno)
6. Gestione delle situazioni ansiose e stressanti ( Individuzione degli stressors).
Durante la conoscenza e l'attuazione pratica di queste abilità, durante il percorso di mental training si analizzeranno anche altri elementi importanti:
a. La figura dell'allenatore
b.i risultati dei tests.
c. Motivazione ed Autostima
d. Il self talk ( dialogo interno).
e.Pensieri e percezioni individuali.
f. Fattori di distrazione prima e durante la gara.
g. La comunicazione
h. L'infortunio
i. La leadership.
l. LE EMOZIONI
Lo scopo del rilassamento è quella di sviluppare la capacità di autocontrollo dell'atleta con lo scopo di ridurre l'ansia, permettendogli così di adottare dei comportamenti, modi di pensare e dei sentimenti adeguati al compito da svolgere.
Durante il mental training e non solo, il rilassamento è una condizione psicologica che permette all'organismo di eliminare ogni forza ed energia mediante l'induzione di uno stato di calma generale e di eliminare ogni forma di tensione psicofisica che si raggiunge attraverso un processo mentale del " lasciarsi andare".
Durante il rilassamento nel mental training, ma non solo, significa non fare assolutamente nulla con i propri muscoli e gradualmente si raggiungerà anche il riposo totale.
E' quindi necessario che l'atleta si alleni a rilassarsi con costanza e traendone piacere e soddisfazione nell'allenamento fisico.
Da quanto emerge in questo articolo quindi si può capire come il mental training lavora a caleidoscopio nella propria vita, migliorando un aspetto si può raggiungere l'eccellenza anche sul lavoro o nella comunicazione con il partner.
Il mental training è un'efficace insieme di strategie che vuole aiutare gli atleti ad acquisire e a mettere in pratica le abilità psico-fisiche necessarie al miglioramento in campo, nell'allenamento e nella vita.
Le abilità di base del mental training sono:
1. Il rilassamento ( Tecnica di distensione).
2. Abilità di prefiggersi delle mete ( Goal Setting).
3. Abilità di Immaginazione & Visualizzazione ( Imagery)
4. Gestione dell'energia psicofisica ( Gestione dell'Arousal o Attivazione).
5. Abilità attentive e di concentrazione ( Focus interno-esterno)
6. Gestione delle situazioni ansiose e stressanti ( Individuzione degli stressors).
Durante la conoscenza e l'attuazione pratica di queste abilità, durante il percorso di mental training si analizzeranno anche altri elementi importanti:
a. La figura dell'allenatore
b.i risultati dei tests.
c. Motivazione ed Autostima
d. Il self talk ( dialogo interno).
e.Pensieri e percezioni individuali.
f. Fattori di distrazione prima e durante la gara.
g. La comunicazione
h. L'infortunio
i. La leadership.
l. LE EMOZIONI
Lo scopo del rilassamento è quella di sviluppare la capacità di autocontrollo dell'atleta con lo scopo di ridurre l'ansia, permettendogli così di adottare dei comportamenti, modi di pensare e dei sentimenti adeguati al compito da svolgere.
Durante il mental training e non solo, il rilassamento è una condizione psicologica che permette all'organismo di eliminare ogni forza ed energia mediante l'induzione di uno stato di calma generale e di eliminare ogni forma di tensione psicofisica che si raggiunge attraverso un processo mentale del " lasciarsi andare".
Durante il rilassamento nel mental training, ma non solo, significa non fare assolutamente nulla con i propri muscoli e gradualmente si raggiungerà anche il riposo totale.
E' quindi necessario che l'atleta si alleni a rilassarsi con costanza e traendone piacere e soddisfazione nell'allenamento fisico.
Da quanto emerge in questo articolo quindi si può capire come il mental training lavora a caleidoscopio nella propria vita, migliorando un aspetto si può raggiungere l'eccellenza anche sul lavoro o nella comunicazione con il partner.
lunedì 26 marzo 2012
Attività Fisica Per Dimagrire
Fare attività fisica moderata è importante per dimagrire.
Oltre all'attività fisica per dimagrire è necessario cambiare prospettiva quando la dieta non basta o non si sopporta e per la palestra non si ha tempo ed entusiasmo.
Attività fisica moderata non significa diventare patiti del fitness e passare ore in palestra o a correre per perdere peso?
L'attività fisica moderata, con più sessioni brevi di pochi minuti durante il giorno, è efficace per dimagrire nello stesso modo di 30 minuti di corsa o palestra.
L'attività fisica moderata è la chiave di volta per avere risultati reali e duraturi in fatto di dimagrimento, soprattutto se non si è sportivi e non si ha tempo.
Per dimagrire si può integrare l'attività fisica moderata con dei corsi in palestra, piscina i quali essendo praticati due volte a settimana non sono molto efficaci al fine del dimagrimento, poiché è solo la quotidianità a dare risultati ottimali e veloci.
Per attività fisica moderata è qualunque tipo di attività fisica con cui il corpo si muove, ma requisito essenziale è l'intensità moderata. Non importa che tipo di attività, ma come lo fate poiché l'intensità è la chiave del dimagrimento.
E' importante sentire un po' di fatica, ma essere in grado di andare avanti per almeno 30 minuti oppure sentirvi impegnati ma essere in grado di conversare serenamente senza affanno.
Si parla uno sforzo fisico, ma non cosi intenso da togliere il fiato o costringervi a fermarvi dopo pochi minuti.
Per attività fisica moderata si intende una camminata veloce in casa durante una pubblicità televisiva oppure quando si aspettano i figli in palestra o piscina, camminare sulla spiaggia, tagliare l'erba, pulire i vetri, salire e scendere le scale, ballare...
Le attività semplici quotidiane portate avanti per qualche minuto dai due hai 30 in modo continuo e con intensità moderata fino ad accumulare sommando pochi minuti di camminata, pochi minuti di pulizia della casa o di giardinaggio, permettono di dimagrire senza troppa fatica.
Chiaramente questa attività moderata va svolta per almeno 30 minuti cumulabili per 5 giorni a settimana.
L'obiettivo di questa strategia è far capire alle persone che l'esercizio fisico ed una vita attiva non necessariamente vanno visti come sport e palestra.
L' attività fisica deve essere visto come qualcosa di diverso da grandi sforzi e impegni importanti, che richiedono molto tempo, è fondamentale e rende il dimagrimento efficace.
Inoltre, tale strategia è utile per evitare diete drastiche e difficili da sopportare, sfruttando qualche minuto nell'arco della giornata rubato ai vari impegni.
Dimagrire quindi sarà più facile e divertente!
Oltre all'attività fisica per dimagrire è necessario cambiare prospettiva quando la dieta non basta o non si sopporta e per la palestra non si ha tempo ed entusiasmo.
Attività fisica moderata non significa diventare patiti del fitness e passare ore in palestra o a correre per perdere peso?
L'attività fisica moderata, con più sessioni brevi di pochi minuti durante il giorno, è efficace per dimagrire nello stesso modo di 30 minuti di corsa o palestra.
L'attività fisica moderata è la chiave di volta per avere risultati reali e duraturi in fatto di dimagrimento, soprattutto se non si è sportivi e non si ha tempo.
Per dimagrire si può integrare l'attività fisica moderata con dei corsi in palestra, piscina i quali essendo praticati due volte a settimana non sono molto efficaci al fine del dimagrimento, poiché è solo la quotidianità a dare risultati ottimali e veloci.
Per attività fisica moderata è qualunque tipo di attività fisica con cui il corpo si muove, ma requisito essenziale è l'intensità moderata. Non importa che tipo di attività, ma come lo fate poiché l'intensità è la chiave del dimagrimento.
E' importante sentire un po' di fatica, ma essere in grado di andare avanti per almeno 30 minuti oppure sentirvi impegnati ma essere in grado di conversare serenamente senza affanno.
Si parla uno sforzo fisico, ma non cosi intenso da togliere il fiato o costringervi a fermarvi dopo pochi minuti.
Per attività fisica moderata si intende una camminata veloce in casa durante una pubblicità televisiva oppure quando si aspettano i figli in palestra o piscina, camminare sulla spiaggia, tagliare l'erba, pulire i vetri, salire e scendere le scale, ballare...
Le attività semplici quotidiane portate avanti per qualche minuto dai due hai 30 in modo continuo e con intensità moderata fino ad accumulare sommando pochi minuti di camminata, pochi minuti di pulizia della casa o di giardinaggio, permettono di dimagrire senza troppa fatica.
Chiaramente questa attività moderata va svolta per almeno 30 minuti cumulabili per 5 giorni a settimana.
L'obiettivo di questa strategia è far capire alle persone che l'esercizio fisico ed una vita attiva non necessariamente vanno visti come sport e palestra.
L' attività fisica deve essere visto come qualcosa di diverso da grandi sforzi e impegni importanti, che richiedono molto tempo, è fondamentale e rende il dimagrimento efficace.
Inoltre, tale strategia è utile per evitare diete drastiche e difficili da sopportare, sfruttando qualche minuto nell'arco della giornata rubato ai vari impegni.
Dimagrire quindi sarà più facile e divertente!
Dimagrire Camminando
Dimagrire camminando è il modo più semplice e veloce per arrivare in piena forma fisica alla prova costume di quest'estate.
L’estate si avvicina e in molti vorrebbero porre riparo alle trasgressioni a tavola, durate tutto l’inverno, si può quindi tranquillamente dimagrire camminando.
Per perdere un chilo di peso corporeo bisogna creare un deficit di ben 8000 calorie.
Iniziano tutti la corsa al dimagrimento, spuntano come funghi persone di tutte le età che fanno jogging e si affannano nelle palestre, tuttavia, per i più sedentari un’attività fisica improvvisa ed eccessiva non è consigliabile, come non consigliabile è il solo trascorrere dalle due alle tre ore in palestra la settimana.
Mentre cominciare camminando sarà più semplice dimagrire.
Camminare a passo sostenuto tutti i giorni è la strada migliore per dimagrire , per coloro che da sedentari vogliono riprendere l’attività fisica, per chi vuole tornare in forma per l’estate e, infine per chi vuole contrastare il sovrappeso in modo efficace.
Parliamo di almeno mezz’ora di camminata a passo veloce che, secondo l’American College of Sports Medicine, porti ad un incremento della frequenza cardiaca del circa 50%, evitando il consumo massimo di ossigeno.
Per dimagrire camminando il metodo migliore per capire come arrivare alla frequenza cardiaca “allenante” è quello di sottrarre a 220 la propria età e rimanere tra il 50% e l’80 % di queste pulsazioni, dunque, camminare a passo veloce permette di rimanere tra queste due percentuali.
Molte persone si chiedono quanto si può consumare camminando trenta minuti?
Molto dipende da quanto si cammina veloci e da quanto si pesa, in media si può affermare per un uomo che pesa 75 kg dalle 150 alle 300 calorie al giorno, mentre per una donna di 60 kg. dalle 120 alle 240 calorie al giorno, quantità che si possono raddoppiare e se si cammina un’ora.
Per dimagrire camminando è importante una certa riduzione del cibo , varietà delle pietanze , equilibrio e rispetto dei gusti a tavola sono un altro elemento centrale della forma fisica e del benessere.
Dimagrire camminando per evitare le diete drastiche e punitive, che non rispettano gusti e preferenze, si alle regole che riportano ad un equilibrio nutrizionale, in cui non vi siano eliminazioni drastiche di alcune categorie di cibi.
L’estate si avvicina e in molti vorrebbero porre riparo alle trasgressioni a tavola, durate tutto l’inverno, si può quindi tranquillamente dimagrire camminando.
Per perdere un chilo di peso corporeo bisogna creare un deficit di ben 8000 calorie.
Iniziano tutti la corsa al dimagrimento, spuntano come funghi persone di tutte le età che fanno jogging e si affannano nelle palestre, tuttavia, per i più sedentari un’attività fisica improvvisa ed eccessiva non è consigliabile, come non consigliabile è il solo trascorrere dalle due alle tre ore in palestra la settimana.
Mentre cominciare camminando sarà più semplice dimagrire.
Camminare a passo sostenuto tutti i giorni è la strada migliore per dimagrire , per coloro che da sedentari vogliono riprendere l’attività fisica, per chi vuole tornare in forma per l’estate e, infine per chi vuole contrastare il sovrappeso in modo efficace.
Parliamo di almeno mezz’ora di camminata a passo veloce che, secondo l’American College of Sports Medicine, porti ad un incremento della frequenza cardiaca del circa 50%, evitando il consumo massimo di ossigeno.
Per dimagrire camminando il metodo migliore per capire come arrivare alla frequenza cardiaca “allenante” è quello di sottrarre a 220 la propria età e rimanere tra il 50% e l’80 % di queste pulsazioni, dunque, camminare a passo veloce permette di rimanere tra queste due percentuali.
Molte persone si chiedono quanto si può consumare camminando trenta minuti?
Molto dipende da quanto si cammina veloci e da quanto si pesa, in media si può affermare per un uomo che pesa 75 kg dalle 150 alle 300 calorie al giorno, mentre per una donna di 60 kg. dalle 120 alle 240 calorie al giorno, quantità che si possono raddoppiare e se si cammina un’ora.
Per dimagrire camminando è importante una certa riduzione del cibo , varietà delle pietanze , equilibrio e rispetto dei gusti a tavola sono un altro elemento centrale della forma fisica e del benessere.
Dimagrire camminando per evitare le diete drastiche e punitive, che non rispettano gusti e preferenze, si alle regole che riportano ad un equilibrio nutrizionale, in cui non vi siano eliminazioni drastiche di alcune categorie di cibi.
venerdì 23 marzo 2012
Andiamo A Correre
Andiamo a Correre
Andiamo a correre perchè tutti possono correre: non solo gli sportivi, ma anche chi è alle prime armi, chi non è più giovanissimo o si trova un po' fuori forma. Fulvio Massini, da trent'anni allenatore di maratoneti, svela i segreti di questo meraviglioso sport: la tecnica, l'allenamento in base alla preparazione fisica e agli obiettivi, l'alimentazione più adatta e gli integratori più diffusi, l'abbigliamento e gli accessori, come evitare gli infortuni e come riprendersi se dovessero capitare.
Andiamo a correre da ampio spazio agli esercizi, tutti illustrati, da svolgere prima, dopo o in sostituzione alla corsa. Il libro Andiamo a correre è arricchito da capitoli dedicati in modo specifico alla donna, a chi è giovanissimo e a chi non lo è più.
Andiamo a correre è scritto in modo chiaro da cui emerge l'esperienza e passione di Fulvio, il libro offre tutti gli strumenti per imparare a correre per stare bene. Prefazione di Linus.
Per sapere questo e molto di più ti basta un click:
Andiamo a Correre
Andiamo a correre perchè tutti possono correre: non solo gli sportivi, ma anche chi è alle prime armi, chi non è più giovanissimo o si trova un po' fuori forma. Fulvio Massini, da trent'anni allenatore di maratoneti, svela i segreti di questo meraviglioso sport: la tecnica, l'allenamento in base alla preparazione fisica e agli obiettivi, l'alimentazione più adatta e gli integratori più diffusi, l'abbigliamento e gli accessori, come evitare gli infortuni e come riprendersi se dovessero capitare.
Andiamo a correre da ampio spazio agli esercizi, tutti illustrati, da svolgere prima, dopo o in sostituzione alla corsa. Il libro Andiamo a correre è arricchito da capitoli dedicati in modo specifico alla donna, a chi è giovanissimo e a chi non lo è più.
Andiamo a correre è scritto in modo chiaro da cui emerge l'esperienza e passione di Fulvio, il libro offre tutti gli strumenti per imparare a correre per stare bene. Prefazione di Linus.
Per sapere questo e molto di più ti basta un click:
Andiamo a Correre
MEDICINA ENERGETICA
Medicina Energetica
Per le terapie e per migliorare le performance fisiche
Medicina energetica è un testo che fa parte di una collana, dove il filo conduttore nase dalla collaborazione tra Macro Edizioni e Somatica Edizioni, è che l’intelligenza, il pensiero e la mente non sono esclusiva prerogativa del cervello.
Medicina Energetica perchè l' idea che il pensiero nasca non solo dal cervello ma anche dai diversi e complessi sistemi del corpo, apre nuovi campi di esplorazione e collega diverse discipline, dalle neuroscienze alla psicologia, dall’educazione al movimento, alla filosofia. Una proposta editoriale nuova, rivolta a tutti coloro che si occupano olisticamente della cura e del mantenimento della salute.
Il libro Medicina energetica è incentrato sul gran numero di informazioni che vanno via via emergendo nella sfera della medicina energetica, questo libro è una straordinaria risorsa che esplora i meccanismi mediante i quali i processi fisici e mentali influenzano la guarigione del corpo e il potenziale delle sue prestazioni.
I contenuti del libro Medicina Energetica attingono a una straordinaria serie di fonti ed esplorano le teorie relative all'energia umana, dalla fisiologia e dalla biofisica fino ad esempi tratti dalla realtà della “guarigione spontanea”, alle prestazioni atletiche e artistiche di altissimo livello, alle arti marziali e alle varie pratiche contemplative e spirituali.
Fornendo nuove prospettive e nuovi modelli teorici, il libro offre diverse possibilità di applicare questi concetti in modo diretto, a livello pratico e clinico:
Il testo Medicina Energetica è un libro che permette di comprendere la natura della medicina energetica esplorando l’esperienza scientifica e quella comune;
Spiega complessi concetti scientifici in modo vivido e accessibile;
Collega teorie astratte ad applicazioni pratiche;
Imposta i dettagli tecnici in modo da permettere a lettori con alle spalle diversi tipi di formazione e diversi gradi di esperienza di scegliere il proprio livello di accesso personale;
Include dettagliati riferimenti alla ricerca più avanzata e agli studi collaudati nel tempo, così da fornire una visione completa dell’argomento.
Per sapere questo e molto di più ti basta un click:
Medicina Energetica - Libro
Per le terapie e per migliorare le performance fisiche
Per le terapie e per migliorare le performance fisiche
Medicina energetica è un testo che fa parte di una collana, dove il filo conduttore nase dalla collaborazione tra Macro Edizioni e Somatica Edizioni, è che l’intelligenza, il pensiero e la mente non sono esclusiva prerogativa del cervello.
Medicina Energetica perchè l' idea che il pensiero nasca non solo dal cervello ma anche dai diversi e complessi sistemi del corpo, apre nuovi campi di esplorazione e collega diverse discipline, dalle neuroscienze alla psicologia, dall’educazione al movimento, alla filosofia. Una proposta editoriale nuova, rivolta a tutti coloro che si occupano olisticamente della cura e del mantenimento della salute.
Il libro Medicina energetica è incentrato sul gran numero di informazioni che vanno via via emergendo nella sfera della medicina energetica, questo libro è una straordinaria risorsa che esplora i meccanismi mediante i quali i processi fisici e mentali influenzano la guarigione del corpo e il potenziale delle sue prestazioni.
I contenuti del libro Medicina Energetica attingono a una straordinaria serie di fonti ed esplorano le teorie relative all'energia umana, dalla fisiologia e dalla biofisica fino ad esempi tratti dalla realtà della “guarigione spontanea”, alle prestazioni atletiche e artistiche di altissimo livello, alle arti marziali e alle varie pratiche contemplative e spirituali.
Fornendo nuove prospettive e nuovi modelli teorici, il libro offre diverse possibilità di applicare questi concetti in modo diretto, a livello pratico e clinico:
Il testo Medicina Energetica è un libro che permette di comprendere la natura della medicina energetica esplorando l’esperienza scientifica e quella comune;
Spiega complessi concetti scientifici in modo vivido e accessibile;
Collega teorie astratte ad applicazioni pratiche;
Imposta i dettagli tecnici in modo da permettere a lettori con alle spalle diversi tipi di formazione e diversi gradi di esperienza di scegliere il proprio livello di accesso personale;
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