lunedì 25 febbraio 2008

IL PROBLEM SOLVING

Ma le principali modalità, nello sport e nella vita , per affinare la capacità di autovalutazione e migliorare la propria autostima è:IL PROBLEM – SOLVING INTERPERSONALE: dove troviamo coinvolte le sfere emozionale, cognitiva e comportamentale. Le emozioni costituiscono il primo indizio che c’è un problema e deve essere risolto; una certa stabilità emotiva, con un livello basso di ansia e tensione. È una caratteristica generale che coinvolge le persone di successo.Le cognizioni vengono usate per identificare il problema. Le abilità comportamentali sono poi indispensabili per portare a termine il piano programmato.Il modello del problem – solving si svolge in 7 passi:1. Riconoscere che il problema esiste;2. Appena il problema è stato individuato, fermarsi e pensare. Uscire un momento dalla situazione e stabilire in che cosa consiste la difficoltà:3. Quando il problema è stato identificato con chiarezza, prefiggersi un obiettivo;4. Pensare alle diverse soluzioni possibili.5. Considerare le conseguenze che probabilmente deriverebbero da ciascuna di queste soluzioni, basandosi sulla facilità o difficoltà di realizzazione e sull’auspicabilità delle conseguenze.6. Infine, costruire una strategia per attuare la soluzione prescelta. Ogni passo dovrebbe essere pensato prima di essere attuato in quanto ogni obiettivo che si vuole raggiungere deve essere adeguato allo sviluppo di una competenza particolare.Il DIALOGO INTERNO concorre in modo significativo alla costruzione della propria immagine positiva o meno, per questo è bene ricordare l’importanza di parlare a sé stessi con affermazioni positive. Importante che la persona impari a controllare i propri pensieri per conseguire obiettivi diversi, controllo dell’attenzione, correzione degli errori. In un programma generale di allenamento mentale, l’abilità a controllare ed usare in modo vantaggioso anche gli stimoli stressanti va allenata in sintonia con gli altri aspetti della preparazione, in quanto un elevato livello di ansia è nocivo per la prestazione e crea vissuti negativi di inadeguatezza e sfiducia in sé stessi e nelle proprie capacità.Lo STILE DI ATRBUZIONE è un processo cognitivo che permette di spiegare un evento collegandolo ad una causa. Ci sono diverse modalità attribuzionali.Per mantenere l’AUTOCONTROLLO in situazioni problematiche o molto stressanti l’atleta può attuare diverse strategie tipo: la verbalizzazione delle regole, la ristrutturazione cognitiva in modo da vedere il problema di fronte cui è posto anche in altre ottiche; visualizzare l’obiettivo che vuole raggiungere; rilassamento distensivo.Gli STANDAR D COGNITIVI troppo alti con cui affrontare le prestazioni sono controproducenti in quanto creano tensione e nervosismo, facendo nascere il desiderio di vincere a tutti i costi, ecco perché vanno MODIFICATI. Rischiano di renderci troppo timorosi di perdere e ciò influisce negativamente sulla prestazione.Bisogna avere in mente le mete che si vogliono raggiungere pensando a cosa è veramente importante ottenere in quel momento valutando costi e benefici e possibilità di riuscita. L’obiettivo non potrà essere il risultato( ovvero la VITTORIA), ma sicuramente si può allenare la PRESTAZIONE. Quando l’unico obiettivo è il risultato, se non viene raggiunto ci saranno conseguenze negative, frustrazione, calo di motivazione; aspetti difficili da recuperare; modificando i nostri STATI COGNITIVI puntando al miglioramento di tutti gli aspetti che compongono il gesto sportivo, si avrà sicuramente un obiettivo raggiunto.
( fonte: INTERNET)

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