mercoledì 27 febbraio 2008

LE AMFETAMINE NELLO SPORT

Uso di amfetamine è cominciato intorno agli anni ’60 negli USA, portò l’American Medical Association a dar vita a diversi progetti di ricerca al fine di valutare gli effetti di questi composti sulle prestazioni sportive e l’incidenza degli effetti collaterali derivanti dal loro uso, uno di questi studi riportò che 14-21 mg di amfetamina solfato per kg di peso corporeo miglioravano il rendimento nel 75% dei casi esaminati quando questa veniva somministrata 2-3 ore prima di una gara di corsa, nuoto o lancio del peso. Lo studio condotto in doppio ceco, dimostrò che 14 nuotatori su 15 e 19 corridori su 26 mostravano un aumento delle prestazioni dopo assunzione di amfetamina. Lo studio fu criticato perché a volte erano gli stessi atleti a misurare i tempi delle loro prestazioni, in quanto le condizioni meteo non erano standardizzate, distanze percorse erano variabili e la dose di amfetamina assunta era molto bassa rispetto alla media.Chandler e Blair riportarono che l’amfetamina migliorava le prestazioni per quanto riguarda l’accelerazione, potenza estensoria del ginocchio e il tempo di esaurimento delle forze, ma senza effetti sullo SPRINT VELOCE.Da uno studio si vide che non ci sono differenze significative su chi ha assunto amfetamine e chi si.Si sono inoltre verificati diversi decessi dovuti all’uso di amfetamine tra ciclisti soprattutto a causa del colpo di calore, soprattutto fra i ciclisti considerando il notevole sforzo e i chilometri che devono fare quotidianamente soprattutto in gara. Alcuni autori facendo un esperimento su uno studio biochimico e fisiologico controllato contro placebo su ciclisti di altissimo livello al cicloergometro. Lavorando ad una determinata frequenza di pedalata emerse che non c’era differenza fra l’amfetamina ed il placebo per quello che riguarda il consumo sottomassimale e massimale di ossigeno, frequenza cardiaca e il volume minuto respiratorio. Tuttavia c’era un aumento significativo nel sangue di acido lattico. Gli autori conclusero quindi che l’amfetamina non altera la capacità di sviluppare il lavoro livelli maggiori di metabolismo anaerobico. POTENZIALE PERICOLO in quanto gli atleti che assumono amfetamine potrebbero trascurare i segnali interni di sovraffaticamento e stress termico.Negli ultimi anni l’interesse per le proprietà ergo geniche dell’amfetamina si è notevolmente ridimensionato a causa del suo ridotto uso tra gli atleti e nella società, a sua volta dovuto al maggior controllo sulle prescrizioni e sulla diffusione.Controversi i pareri degli effetti delle amfetamine sull’uomo, in particolare i suoi effetti ergogenici. Aspetto poco esplorato: sull’affaticamento, pochi studi e contradditori.Diversi atleti continuano comunque ad usarla per un qualche effetto psicologico positivo ( da non trascurare!), miglioramento dell’umore , dell’autostima e della capacità di concentrazione.Poi come per gli steroidi anabolizzanti, le sostanze possono essere le stesse, ma poi gli effetti ricercati sono diversi.L’amfetamina può poi facilitare l’atteggiamento preparatorio e rendere gli atleti più pronti alla gara; da diversi studi si denuncia un effetto auto suggestivo che rende poi positiva la prestazione.Può avere un effetto importante sulla MOTIVAZIONE e. gli atleti allenati hanno spesso una spinta motivazionale più elevata rispetto a quelli non allenati.

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